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CULTURA E TURISMO

CULTURA E TURISMO

Le Tradizioni

Festa della Madonna della Neve (sa Madonna 'e su Nibe)

Si festeggia il 5 Agosto in onore della Santa Patrona. Un piccolo simulacro, eretto qualche anno fa e posto in cima a '' P.ta sa Marghine '' la montagna più alta del territorio di Teti, ne ha valorizzato il contenuto ed oggi, in questo luogo, si festeggia la ricorrenza con la celebrazione della messa alla quale fa da cornice uno splendido panorama a 360° che ne enfatizza ancor più il significato religioso. Alla celebrazione segue un free drink offerto dal Comitato organizzatore.La serata prosegue in paese con spettacolo musicale e balli.

Festa di Sant'Antonio (Sant'Antoni 'e su ogu - Sant'Antonio Abate)

Si festeggia il 16-17 Gennaio, giorno quest'ultimo della ricorrenza vera e propria. La festa una volta iniziava con la preghiera e la benedizione del fuoco, intorno al quale la gente festeggiava. L'indomani si andava a messa in onore del Santo e tutti riportavano a casa un pezzo di carbone benedetto. Oggi, all'accensione del fuoco e alla sua benedizione, nel tardo pomeriggio seguono,la sera, la degustazione dei prodotti tipici locali, accompagnati da balli e ad altri intrattenimenti che diventano momento di coesione sociale molto importante. Negli ultimi anni la festa viene organizzata dai giovani di Leva dell'anno che si occupano anche dell'organizzazione del successivo Carnevale. Da ricordare per l'occasione la preparazione del dolce tipico chiamato:'' Su Bufulittu '', della cui descrizione si rimanda, alla voce di questo stesso sito '' La cucina tipica di Teti''.

Carnevale (Carrasegare)

Alla festa di Sant'Antonio segue il carnevale che prosegue sino al mercoledì delle ceneri per chiudersi definitivamente, come da tradizione, con la pentolaccia. I festeggiamenti con balli e maschere ( ieri come oggi )coinvolgono adulti, ragazzi e bambini e proprio il Mercoledì delle ceneri viene vissuto come momento di frenesia generale dipingendosi il viso in vari modi, ma soprattutto con del sughero bruciacchiato e vestendosi con indumenti e cimeli di ogni genere, non è tradizione il vestirsi secondo altri carnevali barbaricini con degli indumenti e oggetti della sardegna più arcaica anche se negli ultimi anni soprattutto i giovanissimi imitano quest'usanza non Tetiese. Il gallo è l'icona rappresentativa del nostro carnevale e che secondo una barbara tradizione, andata giustamente in disuso e denominata '' Tiru a su Puddu '' veniva sotterrato vivo in un luogo prestabilito facendone fuoriuscire solamente la testa con il povero animale che veniva preso di mira dai fucili dei partecipanti. Chi se l'aggiudicava, doveva invitare da bere a tutti. Verso la metà degli anni '80 il festeggiamento del carnevale ha avuto una riscoperta in chiave più modernai con la riscoperta della sua icona rappresentativa che alla fine della sfilata durante il Mercoledì delle ceneri, veniva processato simbolicamente in piazza ove detrattori ed estimatori si contrapponevano in una sorta di arringa da Tribunale. Oggi il carnevale è più che altro una festa di ragazzi e bambini e tutto avviene in maniera spontanea senza troppa organizzazione. Vi è tuttavia il proposito di uno studio mirato alla ricerca di testimonianze storiche su eventuali maschere che in passato rappresentavano il nostro paese in quest'occasione.

Festa di San Giovanni (Sa Festa de Santu Jubanni)

Viene celebrata il 24 giugno, è la festa durante la quale i fidanzati si dichiarano amore eterno. I partecipanti uomini spesso si fermano sotto la casa delle ragazze nubili dedicanole una serenata. Tutto iniziava all'imbrinire e finiva a notte tarda con abbondanti bevute. Si celebrava anche il rito del comparato, ossia diversi giovani di promettevano di diventare compari.

Festa di San Sebastiano (Santu Sobestianu)

Celebrata inizialmentre a fine Settembre oggi la si festeggia nel periodo compreso dall'ultimo sabato di agosto fino alla domenica successiva all'interno del parco di San Sebastiano. Il Santo viene portato in processione dalla chiesa del paese sino a quella campestre di San Sebastiano. I Tetiesi sono piuttosto coinvolti da questa festa per la cui organizzazione. vista la sua durata, un comitato di circa trenta persone, rappresentativi dei rispettivi rioni, viene impegnato per alcuni mesi. Nello scenario straordnario del santuario campestre di San Sebastiano il sacro e il profano convivono per otto giorni consecutivi.




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