Tributi Comunali

Tributi Comunali

IUC 2019

ALIQUOTE IMU 2019:

ALIQUOTA 4 per mille 
(per abitazione principale nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, e relative pertinenze)

(verifica rispetto vincolo comma 677 art.1 legge n. 147 del 27.12.2013 : aliquota massima consentita IMU al 31.12.2013, 6 per mille - aliquota TASI applicata pari a 0 per mille - somma IMU + TASI =/< 6 per mille)

ALIQUOTA 7,6 per mille 
(per gli immobili del gruppo catastale ''D'' immobili produttivi, con esclusione della categoria D/10 ''immobili produttivi e strumentali agricoli'' esenti dal 1 gennaio 2014) e della categoria ''D1 '' immobili produttivi, di seguito invece determinata;

ALIQUOTA 10,6 per mille 
(per gli immobili del gruppo catastale ''D1'', immobili produttivi. 
VISTO, in proposito, l'art. 1, comma 380, della L. 228/2012, come modificato dall'art. 1, comma 729, della L. 147/2013, il quale stabilisce che a decorrere dall'anno 2013: 
- è soppressa la quota di riserva statale di cui all'art. 13, comma 11, del D.L. 201/2011; 
- è riservato allo Stato il gettito dell'Imposta Municipale Propria derivante dagli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D, calcolato ad aliquota standard dello 0,76%, fatta eccezione per gli immobili posseduti dai Comuni e che insistono sul rispettivo territorio; 
- i Comuni possono aumentare fino a 0,3 punti percentuali l'aliquota standard dello 0,76% per gli immobili ad uso produttivo classificati nella categoria catastale D ( in questo caso di categ. cat. D1 );

(verifica rispetto vincolo comma 677 art.1 legge n. 147 del 27.12.2013 :aliquota massima consentita IMU al 31.12.2013, 10,6 per mille - aliquota TASI applicata pari a 0 per mille - somma IMU + TASI =/< 10,6 per mille)

ALIQUOTA 7,6 per mille 
(per tutti gli altri immobili ed aree edificabili)

(verifica rispetto vincolo comma 677 art.1 legge n. 147 del 27.12.2013 :aliquota massima consentita IMU al 31.12.2013, 10,6 per mille - aliquota TASI applicata pari a 0 per mille - somma IMU + TASI =/< 10,6 per mille)

ALIQUOTE TASI (Tributo servizi indivisibili) per l'Anno 2014:


A. ALIQUOTA ''0'' (zero) per mille dell'aliquota di base TASI per:

  • Le abitazioni principali e relative pertinenze come definite e dichiarate ai fini IMU (sono da considerarsi abitazioni principali i fabbricati occupati da un soggetto titolare del diritto reale sull'unità immobiliare );
  • Le abitazioni principali inquadrate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 e relative pertinenze;
  • Tutti i fabbricati diversi dalle Abitazioni principali e relative pertinenze, e per le aree edificabili, ai sensi del comma 676 della legge 27.12.2013 n. 147;
 

Imposta Municipale Unica o Imposta Municipale Propria

CALCOLA LA TUA IMU accedendo al link: http://www.riscotel.it/calcoloiuc2019/?comune=L153  facente riferimento ad una pagina del sito web del Comune di Teti 
oppure al link: http://www.amministrazionicomunali.net/calcoloimu/calcolo_imu_18.php , questo simulatore di calcolo sopra è gratuito, come uno dei tanti disponibili in rete ( quindi non ufficiale ma attendibile ) e vi permetterà di calcolare la vostra IMU o IMP, di compilare e poi stampare il modello F 24 in triplice copia ma sempre sotto la vs. responsabilità di dichiarazione.
MENTRE AL SITOhttp://www.dossier.net/guida/quesiti-imu-01.htm , potete trovare utili quesiti per la risoluzione di specifici casi relativi all'applicazione dell'IMP:
MA COS'É L'IMU o meglio L'IMP ( Imposta Municipale Propria )

L' IMU ( Imposta Municipale Unica ) o meglio l'IMP ( Imposta Municipale Propria ) è l'imposta che va a sostituire l'ICI con alcune importanti differenziazioni.
Il decreto legge 2 marzo 2012 n. 16 sulle semplificazioni fiscali (convertito dalla legge 26 aprile 2012 n. 44) ha modificato l'art. 13 del decreto legge 6 dicembre 2011 n. 201 (convertito dalla legge 22 dicembre 2011 n. 214).
L'art. 13 ha introdotto l'Imu, Imposta Municipale Unica o IMP, Imposta Municipale Propria.
Della versione aggiornata, in vigore dal 29 aprile 2012. queste, in sintesi,sono le principali novità:

01) Nel 2012, l'Imu sull'abitazione principale e sulle sue pertinenze (una sola per ognuna delle categorie C/2, C/6 e C/7) si potrà pagare in 2 rate del 50% oppure in 3 rate pari al 33,3% dell'imposta complessiva.

02) La prima rata dovrà essere pagata entro il 18 giugno 2012 (perché il 16 cade di sabato); l'eventuale secondata rata entro il 17 settembre (perché il 16 cade di domenica); la terza rata entro il 17 dicembre (il 16 è domenica). 
La prima e la seconda rata (giugno e settembre) saranno calcolate applicando l'aliquota base del 4 per mille, a prescindere da quanto stabilito dai Comuni. La terza rata rappresenterà il conguaglio di quanto complessivamente dovuto e sarà calcolata in base alle aliquote decise dai Comuni entro il 30 settembre 2012; entro il 10 dicembre 2012, il governo potrà imporre ulteriori ritocchi alle aliquote.

03) La detrazione sulla prima casa sarà unica per ogni nucleo familiare e verrà concessa soltanto in presenza di due requisiti: dimora abituale e residenza anagrafica del possessore e dei suoi familiari. Se i componenti del nucleo familiare dimorano e risiedono in immobili diversi situati nello stesso comune, l'aliquota agevolata e la detrazione si applicano comunque ad una sola casa.

04) I Comuni potranno considerare come abitazione principale, concedendone i relativi benefici, l'immobile di cui sono proprietari o usufruttuari gli anziani oppure i disabili che risiedono in strutture di ricovero o sanitarie, purché l'alloggio non sia affittato.

05) Per i coniugi separati, varrà il ''diritto di abitazione''; cioè, l'imposta graverà sul coniuge che abita nella casa coniugale assegnatagli dal giudice.

06) Per la rata di giugno e per quella eventuale di settembre, si dovrà utilizzare il modello F24 per effettuare il versamento. Da dicembre, l'Imu potrà essere pagata anche con il consueto bollettino postale.

07) La dichiarazione Imu va presentata entro 90 giorni dalla data in cui sorge l'obbligo per l'adempimento (cioè, si sono verificate variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell'imposta). Il modello sarà approvato con decreto ministeriale. In assenza di modifiche che comportino un diverso ammontare dell'imposta, la dichiarazione vale anche per gli anni successivi. Il termine di scadenza per presentare la prima dichiarazione Imu, relativa ad immobili che hanno subìto modifiche dal 1° gennaio 2012, è stato fissato al 30 settembre 2012.2012.

08) La base imponibile per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e per i fabbricati di interesse storico o artistico è ridotta del 50%.

09) Sono stati esentati dal pagamento dell'Imu i fabbricati rurali ad uso strumentale, ubicati nei Comuni classificati come montani o parzialmente montani.

10) I terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti e da imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola (persone fisiche oppure società) sono considerati non fabbricabili.

11) Per i terreni agricoli non coltivati direttamente, il moltiplicatore da applicare alla rendita catastale è stato aumentato da 130 a 135.

12) Il moltiplicatore 110 spetta per i terreni agricoli o per quelli non coltivati, purché posseduti e condotti da coltivatori diretti e da imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola. Questi contribuenti dovranno pagare l'Imposta Municipale Unica soltanto sulla parte di valore eccedente i 6.000 euro, con le seguenti agevolazioni: riduzione del 70% dell'imposta per la parte di valore compresa fra 6.000 e 15.500 euro; riduzione del 50% dell'imposta per la parte di valore compresa fra 15.500 e 25.500 euro; riduzione del 25% dell'imposta per la parte di valore compresa fra 25.500 euro e 32.000 euro.

* Per quanto riguarda gli immobili, si segnala la revisione del Catasto: le rendite saranno basate sui metri quadrati dell'immobile e non più sul numero dei vani. Comunque, l'attuazione della riforma richiederà tempi lunghi.

PREMESSO CHE IL COMUNE DI TETI, CON DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE N.1 DEL 24 APRILE 2012, DI APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE DELL'ANNO CORRENTE, HA STABILITO DI APPLICARE, PER IL MOMENTO, LE ALIQUOTE BASE STABILITE DAL GOVERNO, OVVERO LO 0,4% ( 4 X 1000 ) PER LE ABITAZIONI PRINCIPALI ( PRIMA CASA E LO 0,76% ( 7,6 X 1000 ) PER TUTTI GLI ALTRI FABBRICATI, IN ATTESA DEGLI SVILUPPI SUCCESSIVI AL PAGAMENTO DELLA 1^ RATA.
N.B.: In allegato alla presente informativa potete consultare:
  1. La legge 26 Aprile 2012, n.44 in versione integrale ed aggiornata al 29 Aprile 2012
  2. Deliberazione del Consiglio Comunale N.1 del 24 Aprile 2012,

 

TRIBUTI COMUNALI 2019

COS'E' LA IUC

La IUC, introdotta dalla legge di stabilità 2014, è una imposta destinata al comune e articolata in tre distinti tributi, con differenti presupposti impositivi: la TARI, la TASI, l'IMU.
Si tratta pertanto di una imposta dalle molteplici caratteristiche, avente, da un lato, natura patrimoniale, analogamente all'IMU, in quanto imposta dovuta da chi possieda un immobile non adibito a prima casa e non di lusso, dall'altro di tassa sui servizi, come la le precedenti tasse sui rifiuti (TARSU, TIA, TARES). 

La TARI

La TARI è la tassa dovuta da chiunque possieda o detenga locali ed aree suscettibili di produrre rifiuti, con presupposti e caratteristiche di prelievo analoghe a quelle già previste per la TARSU, la TIA e la TARES (continuano infatti ad essere escluse le aree scoperte che siano accessorie o pertinenziali, ad esempio, le cantine, i locali di sgombero, le scale di accesso, ecc.) e le parti comuni condominiali non occupate in via esclusiva.
La tassa è pertanto dovuta da tutti coloro che occupano un immobile, siano essi proprietari, inquilini o detentori a qualsiasi altro titolo. La tassa è commisurata alla superficie calpestabile dei locali e delle aree, e l'importo è determinato in base alla tariffa prevista dal regolamento comunale.
Il comune deve infatti approvare la tariffa applicabile, secondo disposizioni di carattere nazionale o, in alternativa, in proporzione ''alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi ed alla tipologia di attività svolte'', nel rispetto del principio chi inquina paga, sancito dalla direttiva comunitaria 2008/98/CE.
Come per le preesistenti tasse sui rifiuti, anche la TARI è dovuta per l'anno solare. In caso di detenzione dei locali per un periodo inferiore a sei mesi nel corso dello stesso anno solare, la tassa è dovuta dal possessore dei locali, cioè dal proprietario, usufruttuario o titolare di altro diritto reale sui medesimi (uso, abitazione, superficie).
Come per la TARES, i Comuni possono inoltre stabilire riduzioni e esenzioni, nel rispetto dei vincoli di spesa imposti dal costo del servizio.
In particolare, la tariffa è ridotta:
• nel caso di uso non continuativo dell'immobile (ad esempio, immobili ad uso stagionale);
• nel caso di unico occupante dell'immobile (persona che viva da sola);
• per le abitazioni di soggetti residenti all'estero per un periodo superiore a sei mesi;
• in base al regolamento comunale, qualora siano individuate particolari categorie di contribuenti. 

Il Comune ha il compito di inviare gli avvisi di pagamento per la Tari allegando il bollettini/modelli precompilati per semplificare gli adempimenti.
Per il versamento della TARI è previsto l'uso del modello F24, del bollettino di conto corrente postale oltre ai servizi di pagamento elettronici interbancari e postali.
Ogni comune potrà inoltre deliberare differenti scadenze, con l'obbligo di prevedere almeno due rate semestrali e la facoltà, da parte del contribuente, di poter effettuare un unico versamento, entro il 16 giugno di ogni anno.

LINK UTILI :

Dichiarazione occupazione immobile a fini TARI:

https://www.comune.teti.nu.it/uploads/moduli/Tributi_Denuncia_TARI.pdf

Dichiarazione ai fini della fruizione della detassazione locali Tributo Rifiuti e Servizi - TARI -

https://www.comune.teti.nu.it/uploads/moduli/Tributi_Agevolazioni_TARI_AttivitàProduttive.pdf

Dichiarazione TARI per detassazione locali tenuti a disposizione per uso stagionale limitato o discontinuo:

https://www.comune.teti.nu.it/uploads/moduli/Tributi_Agevolazioni_TARI_Privati.pdf

 

La TASI

La TASI è la tassa diretta a coprire il costo per i servizi indivisibili forniti dai Comuni, quali illuminazione, sicurezza stradale, gestione degli impianti e delle reti pubbliche ecc., secondo un principio già enunciato nella soppressa TARES.
I criteri per determinare quali immobili siano soggetti alla TASI sono i medesimi previsti per la TARI: la tassa è pertanto dovuta da chiunque possegga o detenga, a qualsiasi titolo (ad es. l'inquilino che paga dal 10 al 30% del tributo), fabbricati (compresa l'abitazione principale) ed aree edificabili, ad eccezione dei terreni agricoli, con le esclusioni già previste per la TARI. In caso di detenzione dei locali per un periodo inferiore a sei mesi nel corso dello stesso anno solare, la tassa è dovuta dal possessore dei locali, cioè dal proprietario, usufruttuario o titolare di altro diritto reale sui medesimi (uso, abitazione, superficie).
La base di calcolo della tassa è quella già utilizzata per determinare l'importo dell'IMU, cioè la rendita catastale dell'immobile, rivalutata del 5 % e moltiplicata per i coefficienti previsti per la predetta imposta immobiliare.
La TASI, che per le prime case sostituisce l'IMU e per gli altri fabbricati si aggiunge ad essa, è pertanto dovuta da proprietari ed inquilini, con percentuali di ripartizione che dovranno essere deliberati da ciascun comune entro il 23 maggio di ogni anno, e pubblicati sul '' portale del federalismo fiscale'' entro il 31 maggio. Una nota del ministero dell'Economia dispone infatti che la scadenza originaria del 16 giugno debba essere rispetta soltanto nei comuni che, entro il 23 maggio, abbiano provveduto a deliberare, mentre sarebbe differita al mese di settembre, probabilmente al giorno 16, nei restanti comuni. Il versamento a saldo andrà effettuato entro il 16 dicembre.

L'aliquota della TASI (a regime, pari all' 1 per mille), è fissata per il 2014 al 2,5 per mille.
I Comuni hanno tuttavia facoltà, di aumentarla fino allo 0,8 per mille, determinando quindi le seguenti aliquote massime:

  • prima casa: 3,3 per mille;
  • altri fabbricati: 11,4 per mille.

L'aumento deliberato dal comune dovrà comunque essere destinato esclusivamente a coprire riduzioni di gettito d'imposta , finanziando detrazioni analoghe a quelle già previste per l'IMU.
E' altresì facoltà dei comuni ridurre l'aliquota fino al suo azzeramento, o disporre autonomamente i criteri per deliberare talune detrazioni.
In particolare, il Comune può prevedere riduzioni, ad esempio:
• nel caso di uso non continuativo dell'immobile (ad esempio, immobili ad uso stagionale);
• nel caso di unico occupante dell'immobile (persona che viva da sola);
• per le abitazioni di soggetti residenti all'estero per un periodo superiore a sei mesi;
• in base al regolamento comunale, qualora siano individuate particolari categorie di contribuenti.

Per il 2014, il decreto legge 9 giugno 2014 n. 88 ha previsto che:
• per i Comuni che hanno già assunto la deliberazione TASI entro il 23 maggio 2014, viene confermato l'obbligo di pagamento entro il 16 giugno 2014 sulla base delle aliquote e detrazioni approvate dal Comune stesso;
• per i Comuni che non hanno assunto le deliberazioni TASI entro il 23 maggio, il versamento della prima rata TASI viene posticipata al 16 ottobre 2014. A tal fine, i Comuni devono deliberare entro il 10 settembre 2014 le aliquote e le detrazioni; la delibera deve essere pubblicata nel sito del Ministero dell'economia entro il 18 settembre 2014;
• nel caso in cui per il 10 settembre il Comune non avesse ancora deliberato le aliquote e le detrazioni TASI, l'imposta sarà dovuta applicando l'aliquota di base pari all'1 per mille e sarà versata in un'unica soluzione il 16 dicembre 2014. Sempre nel caso della mancata determinazione, la Tasi dovuta dall'inquilino (in caso di locazione) o dall'occupante (ad es.: in caso di comodato) sarà nella misura del 10% dell'ammontare complessivo del tributo.

Anche la TASI si versa mediante modello F24 o con apposito bollettino di conto corrente postale.
Ogni comune potrà inoltre deliberare differenti scadenze, con l'obbligo di prevedere almeno due rate semestrali e la facoltà, da parte del contribuente, di poter effettuare un unico versamento, entro il 16 giugno di ogni anno.

Il decreto legge 9 giugno 2014 n. 88 ha previsto che, a decorrere dal 2015, i Comuni assicurano la massima semplificazione degli adempimenti dei contribuenti rendendo disponibili i modelli di pagamento preventivamente compilati su loro richiesta, ovvero procedendo autonomamente all'invio degli stessi modelli.

Sanzioni
Considerate le molteplici e non sempre univoche indicazioni riguardanti i termini di pagamento di IMU e TASI., è opportuno ricordare che lo Statuto del Contribuente prevede la inapplicabilità di sanzioni nei casi di ''obiettive condizioni di incertezza'', in questo caso demandando ai Comuni la decisione di sospendere la riscossione di sanzioni generate da tardivi o irregolari versamenti.

E' opportuno ricordare che, qualora vi siano più inquilini che condividano uno stesso immobile (il caso più frequente è quello di studenti che coabitano nel medesimo appartamento), essi sono tutti tenuti al pagamento del tributo, ciascuno per la propria parte: se tuttavia il tributo non viene pagato interamente, ciascuno di essi potrà essere chiamato a rispondere dell'intero. 
Non sussiste invece solidarietà fra proprietari e inquilini, nel senso che il mancato pagamento della Tasi da parte dell'inquilino non può essere addebitato al proprietario dell'immobile, trattandosi appunto di contribuenti diversi, ciascuno con un obbligo proprio.


L'IMU

L'IMU continua ad essere dovuta su tutti i fabbricati non destinati ad abitazione principale e non considerati di lusso cioè classificati alle categorie A/1, A/8 , A/9 ( appartamenti di lusso, castelli, ville, ecc.).
L'importo dovuto è tuttavia ricompreso nella nuova imposta denominata IUC, la cui aliquota, comprensiva anche della TASI, non potrà essere complessivamente superiore all'11,4 per mille. 

La dichiarazione IUC

La dichiarazione IUC deve essere presentata dal soggetto passivo, cioè da chi deve pagare il tributo, entro il 30 giugno dell'anno successivo (il 30 giugno 2015 per chi possegga o detenga un immobile nel 2014). Essa ha effetto anche per gli anni successivi, pertanto non deve essere periodicamente presentata, se non subentrano modificazioni

Link di riferimento:

https://www.comune.teti.nu.it/uploads/moduli/Tributi_Dichiarazione_IMU.pdf

http://www.riscotel.it/calcoloiuc2019/?comune=L153

 

IMPOSTA SULLA PUBBLICITÀ E DIRITTI SULLE PUBBLICHE AFFISSIONI:

Tributi comunali disciplinati dal d.p.r. 26.10.1972 n. 639 fino al 31 dicembre 1993, la cui regolamentazioneè ora contenuta nel d.lg. 15.11.1993 n. 507 Le nuove disposizioni hanno conservato la distinzione tra pubblicità e pubbliche affissioni, che vengono assoggettate rispettivamente a un’imposta ovvero a un diritto a favore del comune nel cui territorio sono effettuate. È stata così ribadita la natura di imposta del tributo gravante sulla pubblicità mentre il diritto sulle pubbliche affissioni, costituendo quest’ultimo un servizio erogato dal comune, ha natura ibrida, poiché risulta comprensivo dell’imposta sulla pubblicità e del costo del servizio. La pubblicità consiste in specie nella diffusione di messaggi pubblicitari attraverso forme di comunicazione visive o acustiche, diverse da quelle assoggettate al diritto sulle pubbliche affissioni, in luoghi pubblici o aperti al pubblico. In attuazione di un principio fissato dalla legge delega viene ribadito che la tassazione colpisce solo la pubblicità esterna, restando esclusa quella radiotelevisiva ed editoriale. Ulteriore requisito ai fini dell’applicabilità del tributo è il carattere commerciale della pubblicità: deve trattarsi di messaggi divulgati nell’esercizio di un’attività economica, con lo scopo di promuovere la domanda di beni e servizi o di migliorare l’immagine del soggetto pubblicizzato. Soggetto passivo è colui che detiene il mezzo pubblicitario, mentre il soggetto pubblicizzato è tenuto in solido al pagamento dell’imposta. Ai fini della determinazione del tributo si assume come parametro di commisurazione il mezzo impiegato, con riferimento alla natura, alle dimensioni e all’ubicazione, mentre risulta irrilevante il numero di messaggi in concreto diffusi. La disciplina degli adempimenti del contribuente risulta improntata alla semplifi cazione: la dichiarazione viene redatta su appositi modelli forniti dal comune ed il versamento può essere effettuato anche tramite conto corrente. Il servizio di pubbliche affissioni, a norma degli artt. 16 ss. del d.lg. 507 è inteso a garantire a cura del comune l’affissione, in appositi impianti a ciò destinati, di manifesti contenenti comunicazioni a carattere sociale e culturale; nel relativo regolamento da adottarsi dal comune può tuttavia essere prevista l’utilizzazione di tali spazi anche per messaggi pubblicitari. Il diritto è dovuto sia dal soggetto che richiede il servizio, sia dal soggetto nel cui interesse il servizio viene prestato, ed il versamento è contestuale alla richiesta. La gestione del servizio può essere svolta direttamente dal comune ovvero tramite concessionario. Con d.lg. 15.12.1997 n. 446, è stato disposto che il Comune, con apposito Regolamento, può escludere l’applicazione nel proprio territorio dell’imposta comunale sulla pubblicità, sottoponendo le iniziative pubblicitarie che incidono sull’arredo urbano o sull’ambiente a un regime autorizzatorio, con contestuale assoggettamento al pagamento di un canone in base a tariffa che dovrà essere uniformata a criteri di ragionevolezza e gradualità, tenendo conto della popolazione residente, della rilevanza dei flussi turistici presenti nel Comune e delle caratteristiche urbanistiche delle diverse zone del territorio comunale, oltre che dell’impatto ambientale.  

MODULISTICA

Dichiarazione inizio pubblicità

https://www.comune.teti.nu.it/uploads/moduli/Tributi_Dichiarazione-Inizio-Pubblicita.pdf

Richiesta autorizzazione volantinaggio pubblicitario

https://www.comune.teti.nu.it/uploads/moduli/Tributi_RichiestaAutorizzazioneVolantinaggioPubblicità.pdf.pdfhttps://www.comune.teti.nu.it/uploads/moduli/Tributi_RichiestaAutorizzazioneVolantinaggioPubblicità.pdf.pdf

Richiesta autorizzazione insegna

https://www.comune.teti.nu.it/uploads/moduli/Polizia_Locale_AutorizzazioneInsegnaPubblicità.pdf.pdf

 

TASSA OCCUPAZIONE SUOLO PUBBLICO ( TOSAP )

Attraverso l’art. 31, co. 14, della Legge n. 448/98, il Legislatore ha reintrodotto il prelievo (Tosap) abrogando la lett. a) del cit. art. 51 D. Lgs. n. 446/97 e apportando modifiche al canone.

Alla luce, dunque, di queste modifiche si può concludere che è facoltà dell’Ente locale se istituire o meno il canone di cui sopra in quanto la legge non pone alcun obbligo circa la istituzione dello stesso ma lascia alla discrezionalità dei Comuni e delle Province ogni decisione in proposito.

Il presupposto della Tosap ed i soggetti interessati

L’articolo 38 del D. Lgs. n. 507/93, indica analiticamente tutti i tipi di occupazione la cui esistenza fa sorgere, in capo al soggetto passivo, l’obbligo di versare la Tosap.

Possiamo identificare pertanto due tipologie di presupposti per l’applicazione della Tosap:

  • l’occupazione di uno spazio, anche sovrastante o sottostante appartenente al patrimonio indisponibile del Comune o di altro ente;
  • il vantaggio economico che dall’occupazione deriva.Tuttavia, affinché possa sorgere l’obbligazione tributaria, è necessaria la presenza del secondo presupposto, ossia l’ulteriore condizione di beneficio economico che il contribuente ritrae dall’utilizzo del suolo pubblico.“La tassa è dovuta al Comune o alla Provincia dal titolare dell’atto di concessione o di autorizzazione o, in mancanza, dall’occupante di fatto, anche abusivo, in proporzione alla superficie effettivamente sottratta all’uso pubblico nell’ambito del rispettivo territorio”.In ultima analisi, in mancanza di atti di concessione o autorizzazione, il soggetto passivo d’imposta risulta essere l’occupante di fatto.Passate in rassegna le regole generali, facciamo il punto sulle novità contenute nel testo del decreto Rilancio.A beneficiare dell’esonero dal pagamento della tassa per il suolo pubblico aggiuntivo sono:
  • Il decreto economico approvato il 13 maggio 2020 prevede l’esenzione Tosap da maggio e fino al 31 ottobre 2020. Un beneficio che si applica agli esercenti attività di pubblico esercizio, come individuati dall’articolo 5 della legge 287 del 1991.
  • Esenzione Tosap nel decreto Rilancio: chi non paga fino al 31 ottobre 2020
  • Sono soggetti attivi, o creditori dell’imposta, pertanto il Comune o la Provincia. Sono soggetti passivi, o debitori dell’imposta invece, coloro che occupano il suolo pubblico, identificati come i soggetti titolari del provvedimento autorizzazione e/o concessione emesso dai Comuni e dalle Province, indipendentemente dalla persona che utilizza in concreto lo spazio interessato.
  • Con riferimento al creditore e al debitore del tributo, è sempre l’articolo l’art. 39 del D. Lgs. n. 507/93 che definisce i soggetti interessati alla Tosap, nello specifico soggetti attivi e passivi:
  • Il primo presupposto ai fini dell’imposizione della Tosap, si individua nella occupazione, a qualsiasi titolo, di un bene pubblico come conseguente sottrazione dello stesso all’uso indiscriminato da parte della collettività.
  • esercizi di ristorazione, per la somministrazione di pasti e di bevande, comprese quelle aventi un contenuto alcoolico superiore al 21 per cento del volume, e di latte (ristoranti, trattorie, tavole calde, pizzerie, birrerie ed esercizi similari);
  • b) esercizi per la somministrazione di bevande, comprese quelle alcooliche di qualsiasi gradazione, nonché di latte, di dolciumi, compresi i generi di pasticceria e gelateria, e di prodotti di gastronomia (bar, caffè, gelaterie, pasticcerie ed esercizi similari);
  • c) esercizi di cui alle lettere a) e b), in cui la somministrazione di alimenti e di bevande viene effettuata congiuntamente ad attività di trattenimento e svago, in sale da ballo, sale da gioco, locali notturni, stabilimenti balneari ed esercizi similari;
  • d) esercizi di cui alla lettera b), nei quali è esclusa la somministrazione di bevande alcooliche di qualsiasi gradazione.La regolamentazione della TosapNel dettaglio il regolamento deve contenere:
  • Spetta ai comuni ed alle provincie emanare un regolamento che, in ottemperanza alle norme in materia di finanza locale, disciplini le modalità di attuazione e di riscossione della tassa, nonché le eventuali condizioni di esonero.
  • L’esenzione si applica ai soggetti esercenti attività di pubblico esercizio titolari di concessioni o di autorizzazioni concernenti l’utilizzazione del suolo pubblico.
  • le procedure per il rilascio, il rinnovo e la revoca degli atti di concessione;
  • la classificazione in categorie di importanza delle strade, aree e spazi pubblici;
  • la tariffa determinata in base alla classificazione di cui al secondo punto, all’entità dell’occupazione (metri quadrati o metri lineari), al valore economico della disponibilità dell’area e del sacrificio imposto alla collettivita, con la previsione di moltiplicatori per specifiche attivita, in relazione alle modalita di occupazione;
  • le modalita e i termini di pagamento del canone;
  • la previsione di eventuali agevolazioni per particolari occupazioni;
  • la determinazione forfetaria del canone, per le occupazioni permanenti con cavi, condutture e altri manufatti, realizzate da aziende di erogazione di pubblici servizi e relative attivita strumentali;
  • la previsione di un’indennità pari al canone maggiorato fino al 50%, per le occupazioni abusive;
  • la previsione di sanzioni amministrative pecuniarie.
  • L’articolo 42 del decreto legislativo numero 507/1993 prevede invece la suddivisione delle occupazioni in due categorie:
  • Occupazioni permanenti, in questo caso la tassa si riferisce ad anni solari interi;
  • Occupazioni temporanee dove la tassa si riferisce ai giorni dell’occupazione ed è, inoltre, commisurata in rapporto alla durata dell’occupazione nell’arco della Giornata.
  • Per ciò che concerne le esenzioni della Tosap invece, queste sono alquanto limitate e circoscritte a particolari soggetti. E’, infatti, previsto che non siano soggetti all’imposta:
  • lo Stato e gli enti locali, quali regioni, Province, Comuni;
  • gli enti religiosi, per le occupazioni connesse a fini di culto;
  • gli enti non commerciali aventi finalità educative, sociali, previdenziali, ecc.La Tosap si determina in base a:
  • Calcolo della Tosap e tariffe
  • superficie effettivamente occupata, espressa in metri quadrati o in metri lineari, con arrotondamento all’unita superiore (mq 1,37 = mq 2). Non sono tassabili le occupazioni che, in relazione alla medesima area di riferimento, sono complessivamente inferiori a mezzo metro quadrato o lineare; le superfici oltre i 1000 mq possono essere calcolate al 10%. Per le occupazioni realizzate con l’installazione di attrazioni, giochi e divertimenti dello spettacolo viaggiante le superfici sono calcolate in ragione del 50% fino a 100 mq; 25% per la parte eccedente i 100 mq fino a 1000 mq; 10% per la parte che supera i 1000 mq;
  • classificazione di strade, spazi ed aree pubbliche in almeno 2 categorie. L’elenco di classificazione è deliberato dal Comune, sentita la commissione edilizia, o dalla Provincia.La misura dell’ultima categoria non può essere inferiore al 30% di quanto deliberato per la prima. Si ricorda che l’importo da corrispondere all’ente dev’essere arrotondato al centesimo.Per quanto riguarda le occupazioni temporanee invece:Denuncia e versamento della TosapIl versamento per ciascun anno solare successivo va effettuato entro il 31.12 senza necessità di presentare nuovamente la denuncia, salvo il caso di variazioni che comportino modifiche nella misura dell’imposta dovuta.Per le occupazioni temporanee l’obbligo della denuncia e assolto con il pagamento della tassa e la compilazione del modulo di versamento da effettuarsi entro il termine previsto per le occupazioni stesse. Se l’importo supera 258,23 euro la tassa può essere corrisposta in 4 rate trimestrali di uguale importo, senza interessi, aventi scadenza nei mesi di gennaio, aprile, luglio ed ottobre dell’anno di riferimento del tributo
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  • Il pagamento della Tosap deve essere effettuato con versamento su c/c postale intestato al Comune o alla Provincia o direttamente presso il concessionario incaricato, nonche tramite Modello F24 nei Comuni che hanno sottoscritto l’apposita Convenzione con l’Agenzia delle Entrate.
  • Per le occupazioni permanenti, entro 30 giorni dalla data di rilascio dell’atto di concessione e, comunque, non oltre il 31/12, deve essere presentata apposita denuncia al Comune o alla Provincia avente diritto alla tassa. Negli stessi termini dev’essere effettuato il versamento, il cui attestato va allegato alla denuncia medesima.
  • Particolari casistiche relative a riduzioni o maggiorazioni sono oggetto di regolamentazione separata.
  • Per quanto riguarda le occupazioni permanenti, la tassa e dovuta per anni solari in base alla superficie occupata secondo il seguente schema:
  • La Tosap è determinata sulla base delle misure massime e minime indicate nelle tabelle riportate di seguito, che costituiscono i limiti di variazione riferiti alla prima delle categorie in cui sono classificate le aree pubbliche, a seconda della loro importanza.

 

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